19 DICEMBRE

 

 

 

FABIANO MTIMA LAMBULIRA  (sacerdote)

 

Nato 2.2.1963 Msuku, Zomba. Malawi

Professione temporanea 23.1.1994

Professione perpetua 19.1.1997

Ordinazione 5.9.1998

Morto 19.12.2021

58 anni

 

Requiem Mass for Fr Fabiano Lambulira - St Cross Basilica Milan – Dicember 22, 2021 at 11.00 am (Eulogy of Fr. Gianni Piccolboni)

Carissimo Fabiano, non avrei mai pensato che a distanza di 30 anni mi sarei trovato qui, attorniato da Stimmatini ed amici, per darti l’ultimo saluto. Il tuo primo giorno tra gli stimmatini è stato a Pretoria, Sud Africa e l’ultimo giorno a Milano a più di 8000 km di distanza. Sono stato il primo ad accoglierti laggiù e darti il primo saluto e ora qui per l’ultimo. Tutti gli Stimmatini, egregiamente qui rappresentati dai nostri superiori maggiori, il P. Generale P. Rubens Miranda e da P. Claudio Montolli e P. David Kalyosi rispettivamente vicario e consigliere generale, dal P. Provinciale P. Silvano Nicoletto, e la comunità parrocchiale della tua cara e amata Santa Croce si stringe in un abbraccio che vorrebbe trattenerti.  Siamo anche noi come la Maddalena del Vangelo che nel mattino di Pasqua avrebbe voluto trattenere e abbracciare Gesù risorto. Lo vorremmo anche noi; ma tu ormai sei in un'altra dimensione. È ancora ben impresso nella mente e nel cuore il primo pomeriggio di quel lontano 1991 quando hai bussato alla nostra porta. Il primo incontro è stato come un rivedere una vecchia conoscenza, come se ci fossimo sempre conosciuti. Il tuo bel sorriso, ampio e sincero è stato il tuo biglietto da visita. Sei stato il primo stimmatino dal Malawi. Dopo di te altri avrebbero seguito le tue orme. Ci eravamo conosciuti per corrispondenza, per merito di P. Giuliano Melotto, e … finalmente ci siamo visti di persona. Poi insieme per i cinque anni di teologia nel nostro seminario di Wildwoods in Pretoria Nord. Ricordo gli incontri con i giovani, i campi scuola, le riflessioni vocazionali che si organizzavano assieme agli altri tuoi compagni di cordata, dove tu portavi la tua testimonianza serena e attraente. Hai sempre avuto un modo tuo di dire le cose e le proponevi in un modo che penetravano nel cuore e davano sicurezza.

E come non ricordare quel lungo e avventuroso viaggio dal Sud Africa al Malawi, via Zambia per dei campi scuola di orientamento vocazionale con i giovani della tua terra a Lilongwe e a Balaka (Mangochi). Nelle lunghe ore passate in auto abbiamo chiacchierato molto; mi insegnavi alcune parole nella tua lingua Chichewa sufficienti per i convenevoli. A Pirimiti, nei pressi di Zomba, Malawi, abbiamo incontrato i tuoi genitori. Tua mamma era commossa e piangeva dalla gioia, felice di vederti e felice anche di conoscere gli Stimmatini, la Congregazione che sarebbe stata la seconda nuova famiglia di suo Figlio. Per onorare gli ospiti aveva mandato il nipotino a prendere una gallina del cortile e le legò le zampe e me l’ha consegnata. Un gesto graditissimo. In segreto ti dissi: lasciamola qui e torneremo tra qualche anno e la prenderemo con gli interessi. Tu mi offristi un sorriso compiacente. Non siamo più tornati. Capii la semplicità dei tuoi genitori, buoni, poveri ma dignitosi e capii anche che tu avevi appreso molto da loro. Non hai mai chiesto niente, nessun aiuto per la tua famiglia.

Seduti alla guida della nostra automobile dall’alba al tramonto, il tuo ritornello era: “Dal sorgere del sole fino al suo tramonto siamo qui insieme a lodare il Signore”. Macinavamo km, ora su strade buone ora su piste disastrate. Abbiamo pregato, condiviso opinioni e sogni per il futuro degli Stimmatini in Africa. Si sognava alla grande, si progettavano iniziative per sensibilizzare ed accogliere giovani da tutte le nazione dell’Africa australe per offrire loro la formazione e la missione stimmatina. Vedevamo un’Africa assetata di Dio e molto aperta al divino. Eri felice ed entusiasta. In seguito alcuni sogni sarebbero diventati realtà quando giovani dallo Zambia, dallo Zimbabwe dal Kenya dal Natal, dal Botswana dal Congo iniziarono a bussare alle nostre porte. Avevi la stoffa di chi sapeva accompagnare, nel cammino umano e cristiano, i giovani nel loro percorso di discernimento vocazionale sia come parroco a Mtoni in Dar es Salaam che come responsabile della casa di formazione di Morogoro. Mi dicevi allora che sapevi leggere nel cuore della gente. A Dar es Salaam riscuotevi tanta simpatia e benevolenza anche dalle altre confessioni religiose.

Ricordo ancora la tua voce bella e chiara che proclamava, nella notte stellata tra i vialetti del bosco del seminario, a Pretoria Nord, con le suggestive lampade ad olio poste qua e là per illuminare i nostri passi, le tue riflessioni sulla via Crucis, la via dolorosa, in quel venerdì santo di qualche anno prima della tua ordinazione sacerdotale, mentre il violino suonava la bellissima e commovente musica di P. Stofella tanto cara a noi Stimmatini: Scribe Domine Vulnera tua in corde meo. scrivi o Signore le tue piaghe nel mio cuore. E tu mi dicesti: «Che bello pensare che dopo le piaghe c’è la risurrezione c’è la vita». Forse un inconscio presagio di quello che sarebbe capitato proprio a te. Dopo le piaghe, dopo la tua malattia, ecco la vita, la risurrezione! Tu sei arrivato nella luce, risorto in Dio. Domenica sera, tornando a Verona dopo aver visto per l’ultima volta il tuo volto sereno che riposava già in Dio, avevo il pianto in gola. Piangevo con un sentimento indescrivibile di gioia e di tristezza. Il distacco era doloroso. Ero rammaricato per essere arrivato 15 minuti dopo che avevi chiuso definitivamente gli occhi; nello stesso tempo mi sentivo di lodare e ringraziare Dio. Mi veniva da cantare e piangere allo stesso tempo.

Intanto il sole indorava le cime dei monti e l’orizzonte lontano, pronto ad avvolgerti di luce e di gloria. Un santo, un uomo di Dio aveva lasciato la terra per il Cielo. Fabiano, buon Figlio di san Gaspare Bertoni, nell’umiltà e nascondimento, hai dimostrato il cuore caldo e palpitante dell’Africa a tutti noi. Brillerai di una luce luminosa per sempre. Grazie! Ricordati della comunità parrocchiale di S. Croce, dei tuoi confratelli e di tutti noi.

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