10 APRILE

 

 

RENATO CARCERERI (Sacerdote)

 

Nato Vago di Lavagno Verona 25.10.1935

Temporanea 12.10.1953

Perpetua 25.9.1957

Ordinazione 25.6.1961

Morto a San Leonardo 10.4.2023

Anni 87

 

 

Passato il giorno di Pasqua, nelle prime ore di Lunedì 10 aprile 2023, alle 01.30, p. Renato Carcereri, ha reso lo spirito nelle mani del Signore. Partì senza fare rumore. Il male che lo ha portato a concludere il suo cammino terreno è entrato nella sua vita negli ultimi due anni. Ne ha consumato le energie poco alla volta, ma non lo ha fatto soffrire molto, o forse, p. Renato è riuscito a contenere il dolore per non essere di peso agli altri. Infatti ha continuato a svolgere il servizio al Santuario di Nostra Signore di Lourdes in Verona fin quasi alla fine. Le cose sono un po’ precipitate in seguito ad una caduta che ha provocato la rottura del femore con tutto ciò che in questi casi ci va dietro.

Renato venne alla luce di questo mondo il 25 ottobre del 1935, a Vago di Lavagno (VR).

    Visse la fanciullezza, fino a 12 anni, nel periodo del secondo conflitto mondiale, al termine del quale, cioè il 19 agosto del 1947, entrando nel nostro seminario, diede ascolto alla chiamata del Signore a farsi Stimmatino.

    I primi cinque anni di ginnasio li trascorse nella casa di Sezano, fino all’11 ottobre del 1952, quando entrò nel noviziato a Cadellara, avendo come padre maestro Luigi Dusi.

    Durante gli anni di studentato, che sfociarono nell’ordinazione sacerdotale il 25 giugno del 1961, iniziò l’esperienza di animatore ed educatore di ragazzi e giovani, esperienza che in modi differenti non ha mai interrotto per tutta la sua vita. Fu assistente e prefetto degli aspiranti. In seguito, da sacerdote, esercitò il servizio di censore al collegio di Parma fino al 1964. Poi fu la volta di Battipaglia come il più giovane superiore della provincia italiana presso la Scuola Apostolica Opera Bertoni.

Dal 1970 fino al 1998, quando cioè divenne rettore del Santuario a Verona, p. Renato espresse la sua attitudine pedagogica nelle comunità parrocchiali di Roma Santa Croce, ancora a Parma e Pavia, con la parentesi di Rieti, in collegio, dal 1971 al 1974.

    Furono gli anni in cui p. Renato seppe accompagnare l’esperienza di pastore, educatore e catechista con lo studio presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma. Insomma, lavorava senza perdere tempo e perdersi in un vuoto affaccendarsi. Studio che seppe mettere a frutto in vari contesti. Per esempio, pur impegnato nell’animazione del Santuario e pur avanti con gli anni, amava riservare alcune ore settimanali per l’insegnamento della religione e della catechesi ai bambini della primaria alle Stimate. I fanciulli, da parte loro, non aspettavano altro che trascorrere qualche ora scolastica con questo simpatico “nonnino”.  

Questa sua capacità di unire pensiero, contemplazione e azione fa di p. Renato uno Stimmatino capace di donare pienamente sé stesso; un uomo che pur dedicandosi alle sue responsabilità, non ha consumato l’esistenza per coltivare solamente il suo orticello. Da S. Gaspare aveva appreso ad essere uomo ecclesiale a 360°. Volentieri partecipava agli organismi diocesani di partecipazione ecclesiale. Talvolta andava oltre i suoi specifici compiti di settore pur di promuovere e sostenere persone e situazioni che lui vedeva bisognose di aiuto pastorale, anche a rischio di essere considerato invadente mentre, di fatto se ne sentiva responsabile.

Nei differenti trasferimenti che gli venivano chiesti per rinforzare ora questa ora quella comunità, talvolta i laici avrebbero voluto trattenerlo perché nel suo stile pastorale non si limitava a “gestire” le opere, ma si dedicava ad animarle, a renderle sempre più accoglienti e partecipative. Insomma, da vero figlio di S. Gaspare, sapeva creare relazioni di amicizia. Il nostro fondatore infatti, ci invita a dedicare tempo alla fraterna conversatio cum proximis. È chiaro che un simile modo pastorale di agire crea legami importanti, tanto che la gente non vorrebbe mai rinunciarvi.

Concludo con le parole di un suo compagno, p. Romolo Bertoni: «A Renato piacevano i monti, le scarpinate, i pellegrinaggi, le compagnie. Che Dio gli apra gli orizzonti del paradiso!».

 

 

Messa di Suffragio per P. Renato Carcereri.  

Presiede P. Gianni Piccolboni

Santuario Venerdi 14 Aprile 2023 ore 14.15

Inizio della Messa. (seduti)

Stiamo per iniziare una solenne celebrazione liturgica che è un prezioso gesto di amore verso il nostro confratello p. Renato che ci ha lasciati. Siamo nell’ottava di Pasqua e in questi giorni abbiamo gioito della risurrezione del Signore. Su questa risurrezione P. Renato ha fondato la sua fede e noi la nostra. Ci accingiamo a celebrare l’ultimo atto della storia di vita di P. Renato, vita di un uomo, di un cristiano, di un prete, di uno stimmatino. Vita fondata sulla risurrezione, che lui ha sempre predicato agli altri e che ora, lui stesso, sta vivendo. La sua vita cristiana iniziata attorno ad un battistero con l’acqua battesimale si conclude qui davanti all’altare, ad un cero pasquale, segno di risurrezione. Ha terminato bene la sua esistenza e ha fatto il salto della morte per incontrare la vita. Non è questa una disfatta ma un entrare nella gloria del Signore che egli ha onorato e amato. Finiti i suoi 87 anni abbondanti, incomincia oggi il suo giorno numero uno, il primo giorno della sua nuova settimana fatta di una serie di giorni incalcolabili, all’infinito, di una vita nuova e diversa che sarà per sempre unita a quella del Signore Risorto. Questa liturgia non parlerà di morte, ma di speranza e di vita: È la risurrezione di P. Renato e la celebriamo in questa Eucarestia pasquale.

Nel Nome del Padre …

Rinnoviamo le promesse battesimali, rinunciando al male

1. Rinunciate al Peccato per vivere nella libertà dei figli di Dio?

Rinuncio

2. Rinunciate alle seduzioni del Male per non lasciarvi  dominare dal Peccato?

Rinuncio

3. Rinunciate a Satana, origine e causa di ogni male?

Rinuncio

 

Colletta

O Dio Padre buono e clemente, guarda al tuo servo, P. Renato: attraverso le acque del battesimo già l’hai reso partecipe della Pasqua liberatrice di Cristo, donagli ora di entrare nella terra promessa e di gustare i beni della vita divina in eterna comunione con Gesù tuo figlio, per vivere assieme a Te nello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Omelia

Mi sembra quasi irreale dover presiedere questa Eucarestia per dare, con voi, l’ultimo saluto a don Renato. Per qualche decennio lo abbiamo visto qui, in questo santuario, celebrare l’eucarestia e i vari riti liturgici, cantare, animare, pregare. Nell’ultimo ventennio, il santuario era la sua vita, la sua casa, la sua premurosa cura, il suo amore. Amante del bello, godeva che il Santuario fosse sempre in ordine, ben pulito, adorno di cose belle: paramenti, calici e fiori. Nei suoi quasi cinque lustri di rettore sono stati fatti i lavori per il restauro esterno di tutta la costruzione, rinnovate le vetrate del santuario e abbellita la cornice del grande vetro, che introduce alla visione della bellissima statua della vergine, con il gioco di gigli che ricordano la purezza e il candore e per noi Stimmatini sono un rimando ai santi Sposi Maria e Giuseppe. Era un entusiasta organizzatore di visite ai santuari Mariani, di pellegrinaggi e di gite culturali, religiose. Molti, anche alcuni dei presenti, sono stati con lui in diverse località italiane e in vari santuari; tutti tornavano a casa contenti di aver visitato e pregato in tante chiese sconosciute. Faceva amicizia con i pellegrini, teneva contatti con loro e di tanto in tanto mandava qualche letterina o qualche saluto. Ha saputo costruire una rete di amicizia attorno al Santuario. Fedelissimi sono i cosiddetti amici del Santuario. Qualcuno ha scoperto la bellezza della preghiera di lode e del rosario. Quando si lavora con il Signore, quando si costruisce sulla pietra angolare che è Cristo, si è sicuri che anche il raccolto sarà abbondante, come la gran retata di pesci che gli apostoli hanno fatto, secondo il vangelo di oggi, proprio sulla parola di Gesù.

Di aspetto signorile, P. Renato ha mantenuto il suo fisico e il suo spirito giovanile fino in fondo. Gli piaceva fare delle belle passeggiate, sapeva ritagliarsi qualche mezza giornata per un’escursione, per una scarpinata in Lessinia o in Trentino e oltre. Amava la montagna, la neve e gli sci, sport che ha praticato fino all’età di 80 anni. Tornava spesso in comunità portando qualche pezzo di formaggio casereccio o qualche torta di strudel del quale andava ghiotto come del resto andava goloso per tutti i dolci.

La cosa più bella che colgo di lui, oltre all’anima di Pastore in parrocchia, e alla sua profonda spiritualità eucaristica e mariana, era il suo saper fare con i giovani e con i ragazzi. La sua tesi universitaria in scienza dell’educazione fu sugli oratori Mariani, sulle orme di quanto aveva inaugurato a Verona 200 anni prima san Gaspare Bertoni. A Battipaglia e nelle parrocchie di Roma, Parma, Pavia si è sempre trovato a lavorare e aver a che fare con i giovani. Nell’età, non giovanissima, era stato invitato a insegnare nelle elementari e nelle medie e vi dico che incontrava il favore degli studenti, sia a Cadellara come alle Stimmate. L’attenzione e l’affetto dei ragazzi nei suoi confronti erano grandi. Lui non li deludeva. Poi, questo era il suo segreto, oltre alle lezioni in aula, era con loro in cortile durante le ricreazioni a giocare, a parlare a scherzare, a ricevere qualche confidenza spirituale. Per i ragazzi organizzava anche le feste di fine anno scolastico, e non mancava di andare a trovare quelli che frequentavano i campi scuola durante le vacanze estive. Manteneva i contatti con le famiglie. Sapeva mantenere anche le relazioni con i suoi famigliari: fratello, sorella, ora in cielo, e nipoti e cugini. Per loro era lo zio, il prete, lo stimmatino, giovane di spirito, di tempra e di visioni della vita, era una sicurezza.

I suoi ultimi 15 mesi di vita sono stati per lui il calvario. Quasi improvvisamente, da una vita attiva, dinamica, entusiasta, è precipitato, in un tunnel buio senza via d’uscita. Sembrava incredibile questo crollo improvviso e irreversibile.

Eccoci qua ora. Abbiamo il nobile compito di affidarlo alle braccia amorose di Dio. Ha incontrato il Signore nella notte tra Pasqua e lunedì dell’angelo, giusto in tempo per gustarne la festa solenne di Pasqua in paradiso, perché là in Paradiso la cena pasquale si sarà prolungata fino alle ore piccole della notte, e certamente P. Renato sarà arrivato in tempo per il dolce, per una fetta di torta che il Buon Pastore, conoscendo i suoi gusti, gli avrà messo in disparte per lui.

Un giorno Gesù prese con sé Pietro Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte e si trasfigurò davanti a loro. E il 10 aprile 2023, Il Signore, di buon mattino, prese con sé don Renato e lo portò in alto, sul monte e lì, si trasfigurò davanti a Lui, e don Renato estasiato e rapito da tanto splendore e meraviglia non è più ritornato a valle. È rimasto e rimane in quello splendore per sempre.

 

Preghiera dei fedeli

Signore Gesù, hai affidato agli Apostoli il compito di annunciare la Tua risurrezione al mondo intero. Ti preghiamo per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, i Diaconi e tutti i battezzati: siano testimoni gioiosi e zelanti, non temano la critica e la diffidenza, pongano sempre la loro opera sotto la protezione della Tua santa Madre. Ti preghiamo

Signore Gesù, tramite S. Gaspare hai donato agli Stimmatini una particolare attenzione per i giovani e l’educazione. Ti preghiamo per le Famiglie, gli Insegnanti, gli Educatori, perché nell’accompagnare la crescita dei più piccoli si lascino ispirare dall’esempio di Maria e Giuseppe, siano animati da purezza di cuore, senso di gratuità, mitezza e gioia.

Ti preghiamo

Signore Gesù, hai chiamato p. Renato a te dopo una vita lunga e generosamente donata agli altri. Ti preghiamo di accoglierlo nel Tuo abbraccio di risurrezione e ti ringraziamo di averci donato in lui un esempio di religioso, sacerdote, pastore sempre fedele e entusiasta.

Ti preghiamo

Signore Gesù, in questo santuario dedicato alla Vergine di Lourdes, Ti preghiamo per tutti i malati e i sofferenti, per coloro che con dedizione e pazienza li assistono e per quanti piangono per la perdita di una persona cara: oggi Ti affidiamo in particolare i parenti di p. Renato, il ricordo del loro caro doni serenità e consolazione.

Ti preghiamo

Signore Gesù, in ogni celebrazione eucaristica condividi il Tuo stesso corpo con noi Tuoi fedeli: rendici attenti ai poveri e agli ultimi, rendici a nostra volta dono per gli altri, segno della Tua presenza, strumento della Tua salvezza.

Ti preghiamo

 

Commiato

L’ultimo gesto che facciamo qui in Chiesa, a conclusione di questa eucarestia, è la benedizione con l’acqua e l’incensazione. 1) L’acqua ricorda il battesimo suo e nostro. 2) L’incensazione ricorda la sua consacrazione sacerdotale.

Mentre cantiamo: Cristo nostra Pasqua

 

O Signore, noi, umile tua famiglia, mettiamo nelle tue mani la vita di P. Renato, sacerdote. Non contiamo sui nostri meriti ma sulla tua misericordia che sa vedere il bene da lui compiuto. Contiamo anche sul sostegno della tua dolce Madre che lui ha sempre onorato e amato.

Caro don Renato, in paradiso, al tuo arrivo ti accolgano gli angeli e i santi, i confratelli stimmatini, i tuoi parenti, già arrivati in cielo, e ti accompagnino nell’abbraccio di Dio per gustare la dolcezza della Sua presenza e del suo splendore. E la Madonna, che hai sempre onorato con affetto, trovi per te un posto d’onore nel cuore del suo Figlio Gesù.

Ave Maria …

Apri le braccia della tua misericordia, o Padre, ad accogliere P. Renato. Dona a lui che ha sperato in te e che Ti ha testimoniato davanti agli uomini, la comunione eterna nel tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen

Assieme a don Renato dal cielo, vi benedica Dio buono e misericordioso, Lui che è Padre, Figlio e spirito Santo.

 

Andiamo in pace.

 

 

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