Joseph Pausewang

Il pittore Joseph Pausewang probabilmente non era un soldato tedesco, ma un profugo slavo, che si trovava nelle vicinanze di Salerno a Battipaglia, quando ci fu lo sbarco degli Alleati americani al comando del generale Clark, l’8 settembre del 1943.

Era legato d’amicizia al padre Cesare Salvadori (1908-1982) per i buoni rapporti con cui frequentava i soldati tedeschi.

Il quadro a olio su legno è a Battipaglia (SA), Opera Bertoni.

 

 

Il Bertoni circondato da ragazzi con Gesù che benedice i bambini.

È una copia del dipinto di Gino Moro, ma con i segni di una evidente interpretazione personale.

Il pittore, un soldato dell’esercito tedesco in ritirata stanziato a Salerno, o un profugo slavo, poco prima dello sbarco degli Alleati (8.9.1943), aveva impresso sul volto di don Gaspare l’intensissima preoccupazione di un padre per i propri figli minacciati dagli orrori della guerra. Lo sguardo profondamente raccolto è vicino ai ragazzi in lacrime.

Anche don Gaspare in tempi turbati da disordini rivoluzionari e da guerre devastatrici (1800) aveva sentito con cuore paterno incombere sull’innocenza dei ragazzi della sua città la tempesta furiosa del male.

A differenza dell’atteggiamento maestoso e sicuro di Cristo, c’è nel sacerdote la trepidazione per la propria fragilità ed impotenza di fronte ad una forza immane.

 

 

In alto la Vergine Maria, creatura sublime che si staglia appena per il suo vestito bianco e celeste nella luce mattutina dell’alba: la luce penetra tutto il suo corpo e i fragili gigli ai suoi piedi.

In basso, come in penombra, un sacerdote, don Gaspare, felice d’invitare ragazzi e ragazzine insieme - è la prima volta - a contemplare e a pregare la Vergine.

«Buon giorno, madre mia, dammi la tua santa benedizione». È la preghiera che mamma Brunora aveva forse insegnato al suo Gasparino e che ora lui sacerdote voleva trasmettere a tanti suoi figli.

Io non so come mai, qui la preghiera diventa subito canto corale tradotto in note dolcissime da un altro futuro artista (Bruno Facciotti).

«Buon giorno, madre mia, buon giorno, Maria. Manda dal cielo la tua benedizione: sopra di me e sulla casa mia. Degnati di offrire a Dio il mio lavoro e soffrire, unendomi ai meriti tuoi e a quelli del tuo Gesù. Ti dedico tutto me stesso al tuo completo servizio: ponendomi come un bambino, ponendomi sotto il tuo manto.

Buon giorno, madre mia, buon giorno, Maria. Manda dal cielo la tua benedizione: sopra di me e sulla casa mia.

Donami, Signora mia, un cuore limpido e umile. Preservami oggi dal male: possa piacere a Gesù. Ti dedico tutto me stesso, al tuo completo servizio. Ascoltami madre del cielo, o vergine Immacolata, ascoltami madre del cielo, o vergine Immacolata. Ave Maria».