Gaetano Vedovelli (1813-1867)

 

Gaetano Vedovelli, figlio di Giovanni, commerciante di olio, nell’anno scolastico 1828/29 era alunno tredicenne al ginnasio delle Stimate, sotto la guida spirituale del preside don Gaspare Bertoni. Era della vicina parrocchia di San Luca.

Più tardi, diventato pittore, ritornando nella camera del suo vecchio padre spirituale, riuscì a scattargli furtivamente un’istantanea (1840), aiutato dall’astuzia dell’avv. Michelangelo Smania (1801-1878).

Essendo l’unico ritratto dal vivo di don Gaspare Bertoni, benché eseguito contro la sua volontà, fu custodito di nascosto e poi venerato dai suoi primi figli come l’autentica fotografia del Padre.

L’originale si trova nella cappella del Fondatore alle Stimate.

 

 

È un volto sofferente, e anche un po’ in disordine, di un sessantenne ammalato. Don Gaspare entrava in pieno nel suo Calvario, ma coraggiosamente.

Stupendi gli occhi!

Grandi, chiari, soffusi appena di riflessi verdini.

Come l’anima essi non si ammalano, non invecchiano. La sofferenza e la malattia arricchiscono e coronano la vita intima dell’anima.

Scrive padre Nello Dalle Vedove:

Sta seduto al tavolo con un libro aperto dinanzi, il braccio destro appoggiato sul piano con la mano quasi distesa; il collare è bianco e la veste nera, lo zucchetto copre quasi interamente il capo.

Un volto assai dolce piegato a sinistra, il naso fortemente aquilino, le labbra sottili chiuse in atteggiamento di intensa attenzione; il color purpureo del volto è temperato dal biancore della breve barba e dai baffi; la fronte spaziosa; tutto il volto è dominato da due pupille così espressive da rendere il ritratto vivo quasi parlante.

Scrive don Gaetano Giacobbe:

L’occhio vivido e scintillante eppur modesto e tranquillo…