MONELLERIE

San Leonardo in Verona! Il dormitorio era una grande camerata al terzo piano dell’edificio del seminario. Conteneva 25 letti. Immaginate la musica che c’era durante la notte con 25 ragazzi che dovevano dormire.

Era una sinfonia! Alcuni russavano, parevano proprio dei maialini. Altri parlavano da soli e minacciavano anche nel sonno. C’era anche un sonnambulo: noi lo rispettavamo perché si diceva che se si svegliava camminando, sarebbe morto.

Alcuni profumavano l’ambiente con solenni pum... pum.

E io? Mi dicevano che qualche volta russavo con il tono di un baritono. La sinfonia finiva quando la campanella suonava, alle 5.30.               

Quanti ricordi mi riportano a quel dormitorio!

Altra sinfonia durante il giorno, specialmente quando il superiore era assente. Le pulizie che facevamo, la lotta con i cuscini. Piegare il lenzuolo a metà.

Una volta stavo spazzando sotto i letti e feci marcia indietro. Il mio compagno, Ermelindo, mise un temperino ben affilato all’altezza del mio fondoschiena. Bucò pantaloni, mutande e… uscì molto sangue. Per protesta ho messo quei pantaloni macchiati per tre giorni. E pensare che mi ha bucato con il temperino che io gli avevo regalato!

E la lotta con l’acqua? Una volta il mio compagno Antonio Bazzon, sbadatamente, mi buttò addosso una bacinella piena d’acqua. La mia reazione fu immediata. Presi una caraffa e cominciai a corrergli dietro; lui fuggendo per le scale e io dietro… benedicendolo abbondantemente. Solo che negli ultimi scalini trovammo il nostro superiore. Ricevette pure lui una benedizione solenne.

Io, rosso come un peperone, ricevetti la penitenza di fare la Via Crucis in chiesa.

Che piacevoli ricordi! Creavamo disordine,  sì, però quello che è più importante, ci educavamo all’amicizia, all’aiuto reciproco, allo stare insieme e all’allegria.

 Sacerdote è anche questo!